

71. Cattaneo e il ruolo della borghesia lombarda.

Da: S. J. Woolf, La storia politica e sociale, in Storia d'Italia,
terzo, Einaudi, Torino, 1973.

Fautore del progresso scientifico, delle autonomie locali e del
ruolo fondamentale delle classi medie imprenditoriali,
l'economista e storico milanese Carlo Cattaneo si impose come
l'epigono della borghesia lombarda e come un avversario
irriducibile del pensiero di Giuseppe Mazzini. Critico nei
confronti sia della retorica patriottica e dell'ossessione per
l'insurrezione armata, sia del moderatismo aristocratico, il
poliedrico intellettuale lombardo, certo della superiorit
scientifica, economica ed amministrativa del Lombardo-Veneto,
auspicava per l'Italia un progetto politico fondato su una serie
progressiva di riforme, che avrebbero trasformato col tempo i
domini austriaci padani in uno stato indipendente. Quest'ultimo
poi, una volta che anche gli altri stati italiani si fossero
emancipati grazie alla diffusione del liberismo e dello sviluppo
scientifico, avrebbe finalmente formato con essi una federazione
italiana. Il brano  dello storico inglese contemporaneo Stuart
Joseph Woolf.


L'atteggiamento ottimistico dei moderati settentrionali nei
confronti delle conseguenze positive del progresso economico
doveva molto all'opera di Carlo Cattaneo (1801-'61), uno scrittore
che, in contrasto con loro, non ne dedusse facili conclusioni
d'ordine politico e anzi contest sia la visione storica sottesa
al loro patriottismo romantico, sia il loro conservatorismo
sociale. Mentre Mazzini tentava di creare un partito ispirato a
una visione unitaria del problema italiano, l'evoluzione del
pensiero liberale manteneva caratteristiche prettamente regionali,
bench i congressi degli scienziati italiani favorissero lo
scambio d'idee fra gli intellettuali di tutte le regioni; ma senza
dubbio, bench il Lombardo-Veneto fosse pi isolato degli altri
Stati della penisola per la sua dipendenza dall'impero austriaco,
i contributi di Cattaneo agli Annali Universali di Statistica e
al Politecnico, negli anni '30 e '40, esercitarono un flusso
profondo sugli intellettuali moderati e su quelli radicali di
tutta la regione padana, proprio per la loro capacit
d'informazione continua e precisa sullo sviluppo economico
mondiale, per l'analisi delle ragioni storiche del progresso dei
paesi dell'Occidente e per la costante applicazione razionale di
questi dati empirici alle prospettive dell'economia lombarda e
dell'Italia settentrionale. [...].
Fino alla vigilia del 1848 questo illustre pensatore,
l'intellettuale pi serio, profondo e versatile di tutto il
Risorgimento, si era scrupolosamente astenuto da qualsiasi
attivit politica. Questo suo atteggiamento si pu in parte
attribuire al temperamento dello studioso, ma  d'altra parte fuor
di dubbio che egli non provasse alcuna simpatia per i circoli
aristocratici - dai quali erano nate le congiure del 1820-'21 - da
cui partivano principalmente le critiche, sempre molto marginali e
assai timide, dei moderati lombardi. Contrariamente a Cavour, che
auspicava una fusione fra l'aristocrazia e la classe media,
Cattaneo vedeva il futuro nelle mani di quest'ultima, destinata,
grazie alla propria azione autonoma, a sostituirsi
all'aristocrazia e a proseguire ulteriormente sulla strada del
progresso. [...].
Questa avversione per la classe nobiliare, che si manifester con
tutta la sua forza durante la rivoluzione del 1848, si manifesta
gi nell'interpretazione che Cattaneo d della storia della
civilt, intesa come lotta fra le aristocrazie feudali e le classi
medie imprenditoriali, considerate l'avanguardia del progresso. La
sua interpretazione della storia riflette anche un'avversione
profonda per le organizzazioni settarie e cospirative e per la
retorica emotiva della propaganda patriottica. Se, negli anni
successivi, criticher con veemenza l'inutilit e le conseguenze
negative dell'ossessione mazziniana per l'azione, non cesser mai,
d'altra parte, di polemizzare pubblicamente contro il moderatismo
e lo spiritualismo idealistico delle tendenze del  juste-milieu 
[politica del giusto mezzo, teorizzata in Francia dal presidente
del consiglio, il liberale moderato Franois Guizot]. Secondo
Cattaneo le cospirazioni e il patriottismo retorico non erano
soltanto irrazionali e di scarso effetto pratico, ma erano
sostituti diseducativi dello studio dei problemi reali e
immediati, la cui soluzione costituiva lo stesso progresso. [...].
Come mostrava la storia delle civilt passate, il progresso e la
libert potevano essere conseguiti soltanto per mezzo dello studio
e dell'applicazione razionale delle scienze utili. Sotto molti
aspetti, per la sua costante affermazione della razionalit,
dell'utilit e dei risultati innovatori delle scienze
sperimentali, gli scritti di Cattaneo si riallacciano alla grande
tradizione illuministica; fuggiva la letteratura come futile
passatempo, e la metafisica come inutile e irrazionale. Tuttavia
era consapevole dei limiti dell'Illuminismo, come pure del
Romanticismo. Del primo scorgeva l'eccessivo individualismo e non
accettava l'interpretazione del passato come movimento lineare del
progresso verso il conseguimento dei lumi da parte dell'uomo;
del secondo respingeva l'accettazione emotiva dell'intuizione e il
culto delle tradizioni del passato. [...]I popoli e le civilt
erano s oggetto di studio - come asseriva la storiografia
romantica del tempo - ma senza implicazioni trascendentali: la
storia  lo studio dell'azione dei popoli sull'ambiente materiale
e fisico che li circonda, e viceversa, nella variet e
molteplicit delle esperienze umane. In tal modo respingeva sia i
sottintesi metafisici della storiografia romantica, sia la fiducia
illuministica in un progresso lineare verso la perfettibilit,
opponendovi uno studio dell'umanit e della natura condotto
attraverso ricerche empiriche sistematiche su una sfera e una
scala tali che soltanto un individuo di poliforme cultura, quale
egli era, avrebbe potuto dominare. Tutti i suoi scritti, che
trattano, sempre acutamente, di argomenti svariatissimi, storia,
linguistica, geografia, fisica, geologia, vulcanologia,
astronomia, fisica, chimica, agricoltura, ingegneria, economia,
statistica, sono la testimonianza del suo costante impegno a
riunire gli elementi di una storia universale. [...].
Il progresso e la libert della societ umana dipendono cos dal
conflitto e dalla variet: Cattaneo, perci, non poteva non
opporsi alla politica ed all'ideologia dei moderati, che
aspiravano a conciliare fra di loro i vari elementi; ma, del pari,
si trovava in contrasto con il programma di Mazzini, fondato su
una visione del popolo considerato come un tutto unico, privo di
conflitti interni.
Se la decadenza delle civilt orientali fu provocata
dall'uniformit delle strutture e dal tradizionalismo dominante
nelle varie societ che ne facevano parte, le civilt occidentali
progredirono grazie ai continui contrasti che si verificarono fra
le idee e le istituzioni rivali e che furono stimolati dagli
effetti innovatori delle scienze sperimentali e dalla costante
applicazione del metodo scientifico. I Comuni italiani furono la
culla delle scienze sperimentali e in essi vanno ricercate le
origini della civilt moderna e il momento in cui la barbarie
feudale si trasform nel processo dell'incivilimento. [...].
Scienza e progresso materiale e incivilimento sono legati fra
loro indissolubilmente. [...] Cattaneo vedeva il progresso civile
accompagnato e contrassegnato da quello economico, che a sua volta
dipendeva dalla libera competizione. [...] A differenza di tutti
gli altri economisti italiani, se si eccettua Melchiorre Gioia [ex
sacerdote, filosofo e politico, fu uno dei fondatori della moderna
statistica], egli riconobbe al commercio e all'industria la
funzione fondamentale di forze motrici dello sviluppo economico,
grazie alla loro capacit di creare e accumulare rapidamente i
capitali.
Le indagini storiche di Cattaneo e le sue ricerche sulla societ
contemporanea lo portavano a individuare nei ceti medi urbani i
veri protagonisti del processo dell'incivilimento. In Italia,
dove i Comuni segnano l'inizio della civilt moderna, e danno vita
alla borghesia urbana e alle scienze sperimentali, l'agricoltura
ricevette impulso dalle citt che trasferirono nelle campagne i
loro capitali commerciali e industriali:
Le nostre citt sono il centro antico di tutte le comunicazioni
di una larga e popolosa provincia; vi fanno capo tutte le strade,
vi fanno capo tutti i mercanti del contado, sono come il cuore nel
sistema delle vene; sono termini a cui si dirigono i consumi, e da
cui si diramano le industrie e i capitali . [...].
La classe media delle citt veniva dunque identificata con il
progresso, nei limiti delle sue funzioni economiche e delle sue
responsabilit morali; essa doveva sostituire nella funzione di
guida delle masse popolari l'aristocrazia feudale.
L'idealizzazione di un ceto medio imprenditoriale progressista e
la fede nel meccanismo di autoregolazione dello sviluppo
capitalistico erano tali in Cattaneo da fargli ignorare, unico fra
gli economisti italiani del suo tempo, i pericoli rappresentati
dalla diffusione del pauperismo e dall'inasprirsi dei conflitti di
classe, che tanto preoccupavano gli esponenti moderati
dell'industrialismo. Il popolo, per Cattaneo, comprendeva tutti
gli elementi della borghesia urbana, proprietari, commercianti,
professionisti, artigiani; egli non operava alcuna distinzione fra
i ceti che ne facevano parte, e in termini classistici considerava
soltanto la lotta fra la borghesia e l'aristocrazia feudale o il
patriziato. Le condizioni delle moltitudini o delle plebi
sarebbero migliorate grazie alla carit pubblica, all'igiene, alle
casse di risparmio e, soprattutto, grazie all'esempio e
all'educazione. [...].
Nella sua visione del futuro progresso, cui si sarebbe pervenuti
mediante lo sviluppo dell'industria e dei commerci, non v'era
posto alcuno per i conflitti di classe:
Nella concordia avventurosa di tutti li ordini civili si va
tessendo una nuova societ d'uomini operosi, sagaci, onorati,
nella quale ogni attitudine ha il suo campo, ogni merito ha la sua
ricompensa. Non vi saranno pi plebi rozze, immonde, sanguinarie,
calpestate da scortesi e avare signorie. La novella societ move
come esercito ben ordinato, in cui l'intelligenza, il dovere,
l'onore abbracciano l'ultimo dei combattenti e il supremo dei
capitani.
Il senso della frenetica rapidit dei mutamenti,
dell'irresistibile forza d'espansione in ogni direzione,
caratteristica della civilt del secolo diciannovesimo, spiega
l'ansia di Cattaneo di informare e educare gli Italiani sugli
sviluppi del nuovo mondo che andava sorgendo:
La tradizione potr forse guidare i popoli nell'esercizio delle
arti antiche e usitatissime, ma quando si tratta d'imparare arti
nuove, e d'affrontare la concorrenza di nuove industrie, o
d'ornare il paese coi doni della moderna civilt,  al tutto
necessario che abbondino le menti addottrinate e ben sicure del
possesso delle dottrine progressive.
Non arrivare a comprendere l'interdipendenza dell'economia del
nuovo mondo avrebbe potuto avere soltanto risultati disastrosi.
Questo atteggiamento classicamente illuministico e cosmopolitico
spiega in gran parte l'influsso educativo esercitato da Cattaneo
sui gruppi progressisti dell'Italia settentrionale, ma spiega
anche il suo isolamento in campo politico. Come maestro non ebbe
eguali, poich ebbe una parte di primissimo piano nell'elevare
l'informazione tecnica ed economica dei settori progressisti della
societ italiana al livello dei paesi pi avanzati d'Europa.
Pubblic infatti con ritmo costante articoli sui pi svariati
argomenti: forza vapore, illuminazione a gas, allevamento dei
bachi da seta, tecniche agricole moderne, idraulica, ricerche
geologiche, sistemi bancari e questioni monetarie, ferrovie,
istruzione tecnica, istruzione popolare, igiene pubblica. Ebbe una
parte di primo piano nella campagna a favore della costruzione di
una linea ferroviaria fra Milano e Venezia, che mettesse in
comunicazione fra loro le principali citt del regno; appoggi con
tutte le sue forze la riforma doganale, il libero scambio e
l'unificazione dei pesi e delle misure.
Ma il suo reciso rifiuto, prima della rivoluzione del 1848, a
impegnarsi in una propaganda patriottica che facesse leva sul
sentimento, nell'atmosfera romanticamente nazionale degli anni '30
e '40, lo lasci fatalmente isolato sia dai democratici
mazziniani, sia dai moderati. Convinto che la Lombardia fosse
all'avanguardia del progresso italiano, appoggi senza troppo
entusiasmo le campagne dei moderati in favore della lega doganale
fra gli Stati italiani: ancora alla vigilia della rivoluzione del
1848 scorgeva il futuro della Lombardia nell'ambito di un Impero
austriaco, che, abbandonata la sua paralizzante politica
accentratrice, si indirizzasse verso una federazione di liberi ed
eguali Stati nazionali sotto la corona degli Asburgo; il Lombardo-
Veneto avrebbe primeggiato, come la nazione pi progredita e
civile, in questa federazione, e sarebbe poi stato in grado di
abbandonarla pacificamente per unirsi alla federazione italiana,
ma solo quando gli altri Stati italiani si fossero elevati, con
l'adozione del liberismo economico e del liberalismo
amministrativo e politico, allo stesso livello della civilt
lombarda.
Quasi certamente, con simili idee, Cattaneo istituiva un
implicito, sprezzante paragone fra quel Piemonte aristocratico,
dominato dai Gesuiti, tanto esaltato dai moderati, e
l'amministrazione austriaca relativamente efficiente e laica in
Lombardia. Eppure, suo malgrado, la sua attivit di pubblicista
avvantaggi piuttosto i moderati, perch, assorto nella sua
visione scientifico-economica del progresso della civilt,
diffidente e lontano nei confronti dell'atmosfera limitata e
chiusa dei patriottismi nazionali, mostr nei suoi scritti ben
pochi punti di contatto con gli ambienti democratici italiani
prima del 1848, e all'atto pratico contribu a dare seriet e
prestigio proprio a quella ideologia moderata che detestava.
